IL PROGETTO

Il progetto di ricerca Teatro Formazione Società nasce in seno al Dipartimento di Comunicazione, Arti e Media dell’Università IULM ed è diretto dalla professoressa Valentina Garavaglia.

Esso intende offrirsi come sperimentazione di un percorso di riflessione sul valore del teatro come strumento educativo e di formazione, come luogo di ‘costruzione’ e espressione di potenzialità creative e relazionali dell’individuo, come eventuale materia di sostegno dei percorsi didattici ufficiali proposti all’interno del piano dell’offerta formativa della scuola superiore e di sviluppo delle competenze trasversali dei singoli.

 

Il progetto nasce dalla necessità di rinnovare il coordinamento tra il mondo della scuola e il teatro, proponendo un’educazione alla produzione e fruizione dello spettacolo dal vivo con modalità innovative, mirate e appropriate, ai fini di sviluppare una nuova generazione di spettatori che sappia trarre dalla partecipazione ad un’esperienza teatrale benefici in termini di apprendimento di contenuti e di sviluppo di competenze trasversali (soft skills).

Come esperienza espressiva, ludico-relazionale e cognitiva, il teatro non ha mai cessato di esistere e svilupparsi. A partire dalla seconda metà del Novecento, l’attività teatrale è andata occupando uno spazio via via più importante nell’ambito delle istituzioni sociali, uno spazio che ha un legame significante con la cultura del nostro tempo. Il teatro nella sua varietà, flessibilità, plasticità ha, infatti, mostrato di potersi adeguare e contribuire ai nuovi bisogni dell’uomo. Il progetto di un teatro al servizio della scuola superiore è saldamento legato al valore del teatro come strumento educativo, terapeutico e culturale, al centro di un percorso di trasformazione e formazione che nei giovani, in particolare, facilita l’apprendimento di contenuti e coadiuva lo sviluppo di competenze trasversali.

Che cos’ha il teatro che gli altri […] media non hanno? Il gioco. […] Il gioco della vita. Il gioco del corpo. Il gioco della relazione. Il gioco sociale. […] Lo spettatore oggi non va a teatro per farsi raccontare una storia o per identificarsi in un personaggio […], ma va per vedere come giocano gli altri, per ammirare cosa fanno i più bravi, gli attori. Va per imparare e, per fare poi anche lui la stessa cosa nella vita reale, per trovare altri con cui giocare, spazi in cui divertirsi a creare, tempi in cui gioire delle proprie capacità. (C. Bernardi, Il teatro sociale, Roma, Carocci, 2004, p. 13)

Il bilancio critico delle esperienze e delle teorie teatrali del secolo scorso evidenzia una polarizzazione tra arti performative rivolte alla valorizzazione dell’individuo, sia in ambito artistico che formativo e terapeutico, e arti rivolte al recupero e all’esaltazione del collettivo, delle comunità e dei gruppi, sia in ambito artistico che sociale. È andato formandosi, quindi, un nuovo concetto di teatro, più apertamente legato e collegato alle dinamiche umane individuali e comunitarie, un teatro fortemente antropologico.

Nell’ambito antropologico-culturale, quindi, la caratteristica liminale del teatro, non va intesa come marginalità, ma come peculiarità di un’arte che, essendo di confine, si rivela più duttile allo scambio. Il teatro, grazie alla commistione delle sue forme, si presta ad essere utilizzato e manipolato al fine di offrire opportunità per una cultura comunitaria e non di massa, è un buon alleato per favorire processi di apprendimento e socialità. Il teatro produce socialità ed è da essa, a sua volta, alimentato. All’individualismo che caratterizza l’uomo moderno, il teatro offre una possibilità di arricchimento verso una pienezza comunicativa, propone una nozione più dinamica di costruzione dell’identità attraverso un’antropologia dell’esperienza, stimola la performatività, il ludico, la promozione del gruppo.

 

Per raggiungere tale obiettivo il progetto si avvale della collaborazione di istituzioni milanesi d’eccellenza: il Centro Teatro Attivo, la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, il Teatro Franco Parenti. 

 

Gli spettacoli messi in scena sono la naturale conclusione di un percorso formativo che coniuga sapere e saper fare, che vede il principio in seno al Laboratorio di regia teatrale dell’Università IULM e la conclusione in un confronto diretto con il palcoscenico.

2015 © CHIARA DONÀ. All rights reserved.

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